Miniere di Vallalta e Sagron Mis, California, Forni Fusori di Macatoch

Agordino Dolomiti

Il Centro Minerario di Vallalta ed il villaggio di California

Anche a Gosaldo (oltre che a Rivamonte Agordino , Colle Santa Lucia, Canale d’Agordo, Taibon Agordino) esisteva una fiorente attività mineraria data la presenza di mercurio sotto forma di cinabro nella zona collocata alle falde del Sasso Largo, del Piz di Sagron e della Cima della Sella, alla confulenza dei torrenti Mis e Pezzea nelle vicinanze del vecchio abitato di California (circa 45 minuti a piedi); si tratta del centro minerario di Vallalta e Sagron Mis, del quale oggi non rimangono che qualche muro del vecchio complesso minerario di Macatoch e l’accesso alle tre gallerie minerarie (due in Provincia di Belluno – O’Connor e Vallalta, una in Trentino – Tunnel Terrabugio), i cui imbocchi sono stato murati. L’area, in stato di abbandono quasi totale, è curata esclusivamente da appassionati volontari, da noi incontrati in un articolo di Ottobre 2016 (vedi link in calce), che ne asicurano un minimo di visitabilità; solo grazie al lavoro di queste persone è possibile infatti approcciare California, i forni di Macatoch, il vecchio confine Italia-Austria.

 

Galleria O'Connor, mezza allagata e sepolta

Galleria O’Connor, mezza allagata e sepolta

Scarti di altoforno in località Pian de le Lope nel centro minerario di Vallalta

Scarti di altoforno in località Pian de le Loppe nel centro minerario di Vallalta

L’attività mineraria nel Comune di Gosaldo ebbe inizio a partire dal 1700 (la prima concessione ufficiale per la fruizione del centro minerario di Vallalta risale al 1740) e continuò a fasi alterne fino al 1963, anno in cui morirono 3 minatori, quindi per oltre due secoli e mezzo. Il cinabro estratto dalle miniere di Vallalta veniva inizialmente trasportato verso Venezia, per la precisione a Murano, dove veniva sottoposto al processo di distillazione; il trasposto venne per lungo tempo effettuato a dorso di muli attraverso la Val Paganina con costi altissimi e con oggettive difficoltà causate dalla posizione delle miniere e dalla scarsa sicurezza delle strade. L’itinerario noto come “La Via del Mercurio” è oggi percorribile e segnalato in quanto parte del progetto di valorizzazione del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi nell’ambito del sentiero storico-culturale “La Montagna Dimenticata” che collega La Valle Agordina al Centro Minerario di Vallalta- Sagron Mis attraverso il Centro Minerario di Val Imperina. Per raggiungere però California e i forni fusori di Macatoch è necessario però utilizzare la sponda sinistra del Mis (quindi non La Montagna Dimenticata), che è completamente abbandonata salvo un sentiero avventuroso e piuttosto divertente che attraversa la boscaglia realizzato dalla famiglia Chenet di Gosaldo; della via aperta dai Chenet abbiamo parlato nei nostri articoli dedicati alla zona e che trovate in calce a questa pagina. Chissà che non si riesca un giorno a trovare i fondi per costruire una strada come si deve e per salvaguardare un minimo l’imponente complesso di Macatoch che la selva sta inglobando.

Il letto del Pezzea; sulla sinistra si vede l'accesso alla miniera Terrabugio di Sagron Mis, mentre il pozzo O'Connor si trova vicino al tavolo da picnic... una distanza veramente molto ridotta separava Italia ed Austria!

Il letto del Pezzea; sulla destra si vede l’accesso alla miniera Terrabugio di Sagron Mis, mentre il pozzo O’Connor si trova vicino al tavolo da picnic… una distanza veramente molto ridotta separava le miniere di Italia ed Austria un secolo fa!

Dettaglio degli antichi forni fusori di macatoch dove il cinabro era lavorato

Dettaglio degli antichi forni fusori di Macatoch dove il cinabro era lavorato

Parte frontale dei forni di Macatoch, invasi dalla vegetazione

Parte frontale dei forni di Macatoch, invasi dalla vegetazione

California Vallalta Gosaldo Val del Mis Dolomiti

A partire dal 1770 la concessione mineraria venne acquistata da due imprenditori veneziani che introdussero metodi di estrazione più efficienti; i costi di trasporto continuarono però ad essere proibitivi ed ad impedire il definitivo salto di qualità dell’impianto, tanto che l’attività venne interrotta fino agli inizi del XIX Secolo e continuò zoppicando per 50 anni. A partire dall’acquisizione del sito estrattivo da parte della Società Veneta Montanistica si decise di lavorare il prodotto sul luogo d’estrazione, in modo da ridurre i gravosi costi di spedizione del metallo a Murano; una serie di forni per la raffinazione del mercurio sorsero così a Vallalta assieme ad un nuovo e proficuo tunnel minerario, la galleria O’Connor. La tecnologia introdotta nella lavorazione del cinabro fu così innovativa che il modello di forno fusorio introdotto a Gosaldo venne utilizzato anche in altre miniere di cinabro nel mondo con il nome di forno Vallalta. Accanto ai vantaggi della lavorazione in loco sorsero però nuovi inconvenienti, come l’avvelenamento della zona (lavorato nei forni, il cinabro produce zolfo, anidride solforosa e vapori di mercurio) e la perdita di grandi quantità di metallo in fase di lavorazione. L’attività di estrazione non durò che un decennio, dopo del quale si avvicendarono le gestioni più disparate fino a giungere all’ultimo tentativo da parte della Nuova Società Mineraria Vallalta, conclusosi definitivamente nel 1963 con un incidente (piuttosto frequente ad onor del vero) in cui persero la vita 3 minatori a seguito dell’allagamento della miniera; l’Alluvione del 1966 che distrusse California fu il definitivo colpo di grazia per Vallalta e Sagron Mis. A segnare tutta la storia del centro minerario di Vallalta c’è una certa mancanza di pianificazione ed organizzazione del lavoro estrattivo: in sostanza, le gestioni che si avvicendarono puntarono più su rapidi guadagni che su investimenti a lungo termine che potessero assicurare una resa duratura e performante delle miniere di Gosaldo.

Forni Fusori di Macatoch

Forni Fusori di Macatoch

Fontana della frazione di Pattine, realizzata riciclando due grossi crogioli in ghisa dei forni fusori

Fontana della frazione di Pattine, realizzata riciclando due grossi crogioli in ghisa dei forni fusori

La miniera di Vallata ebbe il suo momento di massimo sviluppo tra gli anni ’60 e ’70 del 1800, quando nel centro minerario erano impiegati quasi 150 minatori, tra cui diverse donne; in quel periodo Vallalta era inclusa nella lista delle prime 10 miniere d’Europa per quantità di mercurio estratto. Il Centro Minerario di Vallalta è situato a pochi passi dal confine con il Trentino, diviso dal solo corso del torrente Pezzea; nel contiguo Centro Minerario di Sagron-Mis si attingeva al medesimo giacimento, e nel 1922 i due impianti vennero addirittura collegati per migliorare l’areazione delle gallerie. Nei pressi dei 3 tunnel minerari (Terrabugio delle Miniere di Sagron Mis in Trentino, O’Connor e Vallalta in quelle di Vallalta in Provincia di Belluno) la zona è stata oggetto di sistemazione nell’agosto 2016 con la realizzazione di ponti, miglioramento dell’accesso alla galleria Terrabugio (Sagron Mis) e realizzazione di un’area picnic presso il pozzo O’Connor. Abbiamo visitato la zona in occasione della sistemazione in questo articolo.

La Casina a Sagron Mis, parte trentina delle miniere della Valle del Mis

La Casina a Sagron Mis, parte trentina delle miniere della Valle del Mis

La miniera permise il fiorire di diverse attività collaterali; in poco tempo sorsero nei pressi di Vallalta uno spaccio di alimentari e un’osteria e ben presto l’abitato di California; perchè un villaggetto delle Dolomiti abbia adottato un nome così curioso rimane tutt’oggi un mistero; secondo alcune fonti, attorno alla metà dell’800, i facili guadagni derivanti dall’attività mineraria attrassero a frotte gli imprenditori e i lavoratori, generando una vera e propria “corsa all’oro” simile a quella americana; un’altra versione afferma che a dare il nome della località fossero stati diversi emigranti di Gosaldo di ritorno dall’America. Fatto sta che alla metà del XIX Secolo nacque nei pressi del centro minerario di Vallalta un’osteria, chiamata “Alla California”. Mentre iniziava la fase di declino del Centro Minerario, California stava scoprendo una nuova preziosa risorsa: il turismo. California divenne in breve tempo una località frequentatissima, tanto che l’osteria divenne un albergo con ristorante; parallelamente, a partire dal 1921, nasceva un sistema di trasporti efficiente che collegava la frazione a Tiser e Don; si stima che in questo momento a California vivessero circa 150 persone. La fortuna di California ebbe fine tragicamente in una data che gli Agordini ricordano ancora con terrore: il 4 Novembre 1966. L’alluvione che distrusse buona parte dell’Agordino colpì pesantemente California e tutta la Valle del Mis; agli sfollati furono offerti terreni in altre zone del Comune di Gosaldo data l’entità del danno prodotto dall’evento catastrofico. Oggi di California non rimane che il ricordo di qualche anziano e la curiosità per un nome così inconsueto per una località delle Dolomiti Patrimonio Naturale dell’Umanità UNESCO.

La frazione abbandonata di California

La frazione abbandonata di California

Agordino Dolomiti

Al villaggio abbandonato di California ed alle Miniere di Vallalta abbiamo dedicato:

 

 

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