I Ladini del Sella

Agordino Dolomiti

I Ladini, la Ladinia, le Dolomiti: chi sono i Ladini e dove si trovano in Agordino

Esistono moltissimi studi relativi al mondo ladino delle Dolomiti, tuttavia è spesso difficile per chi non abbia familiarità con questo gruppo etnico e culturale comprendere chi siano i Ladini, dove vivano e cosa li contraddistingua; il fatto poi che l’antica Ladinia sia stata frammentata in tre diverse province italiane non aiuta certamente il visitatore a comprendere con facilità dove siano localizzati i Ladini e quali siano le loro peculiarità. In aggiunta a ciò, negli ultimi anni il termine “ladino” è divenuto un aggettivo “di moda” e carico di potenzialità commerciali, il chè ha spinto molti altri gruppi etnici delle Dolomiti ad autodefinirsi imporpriamente Ladini facendo propria una storia ed una cultura che non appartiene al loro passato. In questa piccola pagina cercheremo di spiegare ai nostri visitatori chi sono e dove vivono i Ladini delle Dolomiti in maniera chiara e precisa, premettendo che chi scrive appartiene ad un altro gruppo etnico delle Dolomiti Patrimonio Naturale dell’Umanità UNESCO e che il rispetto per il reciproco passato e per il presente è da sempre una costante nel nostro blog, tanto più trattando dell’attuale Agordino che è formato sia da Ladini del Sella che da abitanti di tutt’altra tradizione e cultura.

 

Castello di Andraz - Schloss Buchenstein, antico maniero tirolese in Agordino

Castello di Andraz – Schloss Buchenstein, antico maniero tirolese in Agordino

Cos’è la Ladinia?

La Ladinia è stata per secoli (dal Medioevo fino alla fine della Grande Guerra) una parte della regione storica del Tirolo astriaco; si trattava della porzione più meridionale del Tirolo comprendente Mitteltirol, Südtirol e Welschtirol, sottoposta alla giurisdizione austriaca ed identificabile con la zona orbitante attorno al Massiccio del Sella. L’antica Ladinia occupava un territorio che oggi è suddiviso in 3 diverse Province italiane: Belluno (Veneto), Bolzano e Trento (Trentino-Alto Adige). Nell’attuale Agordino, le zone che facevano parte della Ladinia sono Col (Colle Santa Lucia – Wersil) e Fodom (Livinallongo – Buchenstein).

Perchè si chiama Ladinia?

Il toponimo “Ladinia” deriva dal fatto che, seppur sottoposte al governo di Vienna, le genti del Sella hanno da sempre parlato un dialetto a base romanza e non germanica, ergo derivato dal latino e non dal ceppo linguistico germanico; significa che, seppur trovandosi in territorio austriaco, i Ladini parlavano una lingua autoctona a base neolatina (analoga quindi all’italiano, allo spagnolo, al francese). Gli Austriaci chiamavano perciò “Ladiner” i Ladini in quanto parlanti di una lingua “neolateinisch” (neolatina).

Ovviamente, i Ladini comprendevano e parlavano anche la lingua ufficiale del Tirolo, ovvero il tedesco, che veniva loro insegnata a scuola anche se godevano di particolare autonomia linguistica; ovviamente, le zona più a contatto con il mondo germanico parlavano più facilmente il tedesco, mentre la lingua dell’Impero era padroneggiata sempre meno man mano che ci si approssimava ai confini italiani (Isidoro Vallazza, grande storico di Fodom, ci racconta di come alla fine dell’800 il tedesco fosse insegnato a scuola a Livinallongo ma che le poche ore fatte non fossero sufficiente ai Livinnesi per padroneggiare questo idioma; raggiunta l’età per lavorare, moltissimi ragazzi di Fodom partivano quindi per le zone tedescofone per migliorare la propria conoscenza del tedesco).

Quali sono le attuali zone dell’antica Ladinia?

I territori, attualmente tutti inclusi nella Repubblica Italiana, che formavano l’antica Ladinia sono Anpezo (Ampezzo – Provincia di Belluno), Fascia (Val di Fassa – Provincia di Trento), Fodom (Livinallongo del Col di Lana e Colle Santa Lucia – Provincia di Belluno, zona Agordino), Badia (Val Badia – Provincia di Bolzano) e Gerdeina (Val Garedena – Provincia di Bolzano). I Ladini sono attualmente tutelati dall’Unione Europea come minoranza linguistica riconosciuta.

La lingua ladina è una lingua unica?

Seppur in tempi recenti si sia cercato di costruire un “Ladino standard” (lingua ad esempio oggetto di esame per il patentino di Trilinguismo della Provincia Autonoma di Bolzano) anche attraverso programmi televisivi e radiofonici, il ladino è un idioma che varia profondamente da una valle all’altra: il Fodom, il ladino più meridionale, è molto più simile (seppur ricco di elementi autoctoni completamente diversi) al dialetto bellunese rispetto al Gardenese, che contiene invece molti più influssi di matrice germanica ed è praticamente incomprensibile agli italiani. Quindi storicamente non esiste un unico Ladino, ma in tempi recenti si è cercato di uniformare le varianti e promuoverlo in questa nuova forma.

Ladini e Dolomiti

Il visitatore che non consca bene le Dolomiti Patrimonio Naturale dell’Umanità UNESCO può erroneamente essere portato a pensare che i Monti Pallidi siano abitati dai soli Ladini; basta però approfondire appena la conoscenza storica della zona delle Dolomiti per rendersi conto di come i Ladini siano limitati alla sola zona del Sella ed alle succitate valli, quindi ad una porzione piuttosto ridotta delle Dolomiti, mentre tutto il resto del territorio è abitato da altri gruppi etnici di cultura e storia completamente diversa (per esempio, nella “Provincia delle Dolomiti” per eccellenza, ovvero Belluno, sono Ladini solo gli abitanti di Col, Fodom e Anpezo, mentro il resto dei Bellunesi che vivono nelle Dolomiti – Cadorini, Zoldani, Comelicensi, Feltrini, abitanti della Valbelluna, Basso Agordini, quindi la maggioranza, non sono invece Ladini).

Complice di questa confusione è certamente il fatto che, godendo dei fondi riservati alle minoranze etniche, essere Ladini è diventato conveniente anche ai vicini (sia dell’alta Provincia di Bolzano che del Bellunese), che spesso si definiscono impropriamente “Ladini”; in realtà abbiamo detto sono Ladini solo Ampezzani, Badiotti, Fassani, Gardenesi e Fodom. In questo scenario si è inserita anche l’Unione Europea che, adattando i propri parametri a situazioni territoriali particolari che abbisognerebbero invece di propri criteri, ha riconosciuto come “lingue a minoranza ladina” anche ampie zone che ladine non lo sono mai state (come Val Biois e Conca Agordina in Agordino, da sempre sottoposti a Venezia), ma che hanno nella propria lingua termini di genesi ladina dovuti ai continui rapporti col mondo Ladino, creando altra confusione.

Ladini o meno, tutti i gruppi etnici e culturali che hanno da sempre abitato le Dolomiti Patrimonio Naturale dell’Umanità (così come ogni altro popolo al mondo) meritano il medesimo rispetto e considerazione; anzi, a nostro modesto avviso, l’individuare gli aspetti che rendono culturalmente speciale ogni valle delle Dolomiti può essere molto interessante per il visitatore che sia interessato non solo alle nostre splendide montagne ma anche al loro poliedrico universo culturale.


 

Palazzo Chizzali-Bonfadini (Cesa de Jan) a Colle Santa Lucia, sede dei proprietari tirolesi delle Miniere del Fursil

Palazzo Chizzali-Bonfadini (Cesa de Jan) a Colle Santa Lucia, sede dei proprietari tirolesi delle Miniere del Fursil


Musei Ladini in Agordino

 

In Agordino ci sono alcuni spazi museali riguardanti i Ladini del Sella nei quali si può approfondire la cultura e la tradizione ladina:

 

Chiunque sia interessato all’argomento può venirci a trovare in Agordino, il Cuore delle Dolomiti, per toccare con mano le differenze linguistiche, storiche, culturali, architettoniche che ci sono tra le zone che in passato appartenevano alla Serenissima e quelle che invece si trovavano in Tirolo, avendo la possibilità di incontrare i due mondi nel raggio di pochissimi chilometri.

 

Architetture ladine a Pieve di Livinallongo

Architetture ladine a Pieve di Livinallongo

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