L'Om de Mondeval e Vittorino Cazzetta

Agordino Dolomiti

Vittorino Cazzetta e l’Om de Mondeval

Un tuffo nella Preistoria della Val Fiorentina

 

 

A Selva di Cadore, non lontano dalla chiesa di San Lorenzo in centro a questo bellissimo villaggio delle Dolomiti Patrimonio Naturale dell’Umanità UNESCO, sorge il magnifico e recente Museo Civico della Val Fiorentina dedicato alla memoria del grande conoscitore di storia locale, scopritore ed esperto di montagna Vittorino Cazzetta (1947 – 1996).

Si tratta di un interessante spazio museale curato dagli appassionati volontari che espone in tre magnifiche sezioni moltissimi reperti legati alla storia, alla geologia ed all’archeologia della Val Fiorentina e dei dintorni. Il Museo Civico della Val Fiorentina si configura come uno dei più importanti musei delle Dolomiti ed è una tappa che consigliamo assolutamente a tutti gli ospiti del Patrimonio Naturale dell’Umanità UNESCO.

 

Museo Civico della Val Fiorentina “Vittorino Cazzetta”

 

La struttura, di recentissima fabbricazione, si fregia di una ricchissima collezione di reperti fossili ed archelolgici delle Dolomiti Patrimonio Naturale dell’Umanità UNESCO, ma il pezzo forte del Museo, ed il più noto, è certamente la salma dell’ “Om de Mondeval” (Uomo di Mondeval): si tratta della straordinaria scoperta delle spoglie di un cacciatore-raccoglitore del periodo mesolitico (7500 anni fa) rinvenuto presso l’Altopiano di Mondeval sopra Selva di Cadore nel Comune di Borca di Cadore.

La salma, scoperta dall’appassionato di montagna Vittorino Cazzetta (1947 – 1997) nel 1985 (Vittorino Cazzetta, uomo attento e geniale e grande conoscitore della sua valle, notò la presenza di strani oggetti nella terra smossa dalle marmotte mentre si trovava a Mondeval; osservando i piccoli reperti si accorse che si trattava di punte di freccia in selce scheggiata: era la tomba dell’Om de Mondeval) venne recuperata da un team di esperti coordinato dal Professor Antonio Guerreschi dell’Università di Ferrara che permisero di portare alla luce la salma integra ed in eccellenti condizioni di conservazione di un cacciatore mesolitico di circa 40 anni sepolto con il suo corredo funebre ed avvolto in un sudario.

Il corredo dell’Om de Mondeval è composto da due lunghe lame di selce posizionate all’altezza delle spalle ed una dietro la nuca (questi utensili non erano mai stati utilizzati, quindi si suppone un loro impiego ornamentale o cerimoniale), una serie di denti forati che probabilmente formava una collana, due coltelli d’osso posizionati sullo sterno e fra le ginocchia, tre agglomerati (forse contenuti in sacchetti) di selce da scheggiare, un arpione, una punta realizzata da un corno di cervo (probabilmente un ago), un trapano ad arco e vari grumi di alimenti ed altre sostanze.

Luogo di sepoltura de l’Om de Mondeval

Si tratta di  una scoperta scientifica di grandissima importanza: fino a quel tempo infatti si riteneva che le Dolomiti non ospitassero che qualche insediamento occasionale per le battute di caccia per popolazioni non stanziali o singoli cacciatori, mentre la scoperta dell’Om de Mondeval ha testimoniato non solo una certa stanzialità, ma anche lo sviluppo di una società con un rituale funerario elaborato e delle credenze religiose nell’aldilà che ne conseguono.

Lastoni di Formin a Mondeval de Sora

A qualcuno potrebbe sembrare che l’Om de Mondeval possa essere in qualche modo paragonato a Ötzi, l’Uomo di Similaun: entrambe le scoperte riguardano infatti abitanti preistorici delle Alpi deceduti in alta quota. Le differenze però sono notevoli: mentre Ötzi morì accidentalmente nel ghiacciaio di Similaun mentre lo stava attraversando e fu conservato dal repentino congelamento, l’Om de Mondeval morì invece per cause naturali e fu sepolto da altri uomini con i suoi effetti personali ed il suo corredo funebre. Inoltre, l’Om de Mondeval ed Ötzi appartengono a due ere differenti: l’Om de Mondeval è infatti vissuto quasi 1500 anni prima del cugino altoatesino.

Un’ulteriore parentesi va aperta per Vittorino Cazzetta, a cui non solo va tributato il merito di aver avviato le ricerche sul sito di Mondeval, ma anche quelle relative al sito neolitico di Mandriz nella valle del Loschiesuoi, dove Cazzetta rinvenne un vaso quasi completo; il sito ha restituito ad oggi numerosi oggetti (punte di freccia, utensili in selce, resti di pasti) che ci danno l’idea di una certa frequentazione umana del luogo.

Vittorino Cazzetta, cittadino di Selva di Cadore, nacque nel cuore delle Dolomiti nel 1947. Profondamente legato alla sua terra, La Val Fiorentina, Vittorino Cazzetta era una persona introversa e solitaria, ma allo stesso tempo un’eccezionale osservatore ed un gran camminatore che aveva individuato nell’esplorazione delle sue montagne la propria vocazione di vita.

Pur avendo compiuto solo gli studi base, Cazzetta disponeva di occhio eccezionale e di una mente reattiva e vitale. Venuto a conoscenza delle società preistoriche parlandone con un professore ospite in valle e studiando per proprio conto, Cazzetta si accorse di avere già visto durante le sue avventure nelle Dolomiti quelle punte di freccia o quel tipo di disegni rupesti. Grazie alla sua conoscenza dei luoghi ed alla sua intraprendenza, scoprì il sito neolitico di Mandriz, le 200 orme di dinosauro sulla roccia staccatasi dal Pelmetto e la sua scoperta più nota, ovvero la tomba de l’Om de Mondeval a Mondeval de Sora. Passò molto tempo prima di parlarne con qualcuno, ma riuscì alla fine a farsi appoggiare ed a condurre una spedizione archeologica universitaria che recuperò la salma del cacciatore-raccoglitore di Mondeval e molti altri reperti. Si dice che Vittorino Cazzetta, che come dicevamo era molto riservato, avesse fatto anche ulteriori scoperte in zona, e che solesse annotarle su un taccuino; purtroppo non ci fu modo di approfondire le sue scoperte, in quanto l’esploratore morì di incidente di montagna al Piz del Corvo, ed il taccuino venne dimenticato. Postuma arrivò anche la riconoscenza della sua Comunità, che gli intitolò il prestigioso Museo Civico della Val Fiorentina, luogo di custodia di molti dei reperti la cui scoperta si deve a Cazzetta.

 

Riparo di Mandriz (Neolitico)

La roccia con le impronte di dinosauro al Pelmetto

Durante le stagioni turistiche il Museo Vittorino Cazzetta offre agli ospiti di Selva di Cadore un ricco programma fatto di visite guidate ed attività pratico-didattiche per tutta la famiglia. Se siete appassionati di Dolomiti e di preistoria, una visita al Museo Civico della Val Fiorentina è un’esperienza assolutamente da fare – Clicca qui per visitare la pagina dedicata al museo.

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