Centro Minerario di Val Imperina

Agordino Dolomiti

 

Val Imperina: Quindici secoli di storia mineraria

 

Val Imperina

Per secoli interi le miniere di Val Imperina sono state, sia direttamente che con l’indotto, la principale fonte di reddito per gli abitanti della Conca Agordina; a distanza di più di mezzo secolo dalla chiusura del centro, la zona industriale vive finalmente una seconda giovinezza grazie ad oculate gestioni ed al turismo. Se siete appassionati di storia mineraria, di cultura o dell’Agordino e delle Dolomiti Patrimonio Naturale dell’Umanità UNESCO, una visita alle Miniere di Valle Imperina è un’esperienza assolutamente consigliata.

 

Miniere di Valle Imperina

 

ORARI DI APERTURA ESTATE 2017

CENTRO VISITATORI E COMPLESSO DEI FORNI FUSORI

 

Luglio 2017: tutti i sabati e le domeniche dalle 13:30 alle 16:30

Agosto 2017: tutti i giorni dalle 13:30 alle 16:30

Settebre 2017: tutti i sabati e le domeniche dalle 13:30 alle 16:30

 

Val Imperina

Valle Imperina

 

L’INIZIO DELLO SFRUTTAMENTO: LA RICCHEZZA DIMENTICATA DELL’AGORDINO

 

La Val Imperina si sviluppa lungo la cosiddetta “Linea della Valsugana“, una faglia inversa che ha genesi in Provincia di Trento e che giunge fino al Cadore attraversando le due regioni obliquamente; qui il lavoro di movimento della faglia ha condensato i metalli presenti nel sottosuolo in grandi giacimenti, sfruttati dall’uomo quasi sicuramente dall’epoca dell’Impero Romano. Questa ipotesi è supportata da calcoli empirici ad opera di alcuni periti minerari agordini e basati sui tempi di scavo a mano con gli strumenti dell’epoca e sulla mappatura che nel 1411 viene fatta dei tunnel minerari; la data stimata di inizio degli scavi nella Valle Imperina si può posizionare in quest’ottica sicuramente attorno alla metà del VI secolo d.C., tesi avvalorata da numerosi ritrovamenti di monili di rame e bronzo nelle tombe tardo-latine della Conca Agordina. Proprio la grande disponibilità di rame del territorio sembra contraddire quanto finora sostenuto dagli storici, ovvero che nella Conca Agordina si vivesse esclusivamente di sussistenza fino al XVI secolo; la disponibilità economica derivata dal commercio del rame e bronzo sarebbe stata invece notevole, come testimoniano scritti latini del periodo che paragonano il valore del bronzo in questo periodo a quello dell’oro negli scambi economici. Non si parla quindi di uomini delle caverne o di popolazioni barbariche, ma di popolazioni romane ricche e benestanti.

Valle ImperinaVal Imperina

Val Imperina

Val Imperina

LA REPUBBLICA DI VENEZIA E LA FAMIGLIA CROTTA: IL PERIODO D’ORO DI VALLE IMPERINA

 

Il Centro Minerario della Val Imperina si è occupato per secoli dell’estrazione principalmente di rame, ed in piccola quantità di argento (mentre i  minerali ferrosi estratti assieme al rame costituivano un prodotto di scarto, ancora visibile in tutta la parte del fondovalle del Centro Minerario) ed ha raggiunto il suo apice tra il XVII ed il XVIII Secolo sotto la dominazione della Serenissima e la gestione della Famiglia Crotta di Lecco; l’acquisto delle miniere della Valle Imperina fu attuato dal capostipite della famiglia, Francesco Crotta, nel 1615, il quale si avvantaggiò di rapporti privilegiati con la repubblica veneziana; grazie ai suoi contatti a Venezia, Francesco riuscì a vincere la battaglia per il monopolio del legname dell’Agordino, utilizzato al tempo per la produzione del carbone di legna per alimentare i forni fusori, ottenendone l’esclusività; il metodo di fabbricazione del carbone con il pojàt era infatti non molto vantaggioso in termini di quantità di prodotto ottenuto, ed il legname dei boschi dell’Agordino fu completamente esaurito per ben due volte nella storia mineraria della zona. Grazie alle sue conoscenze in seno alla Repubblica di Venezia, Francesco vinse il contenzioso con altri possessori delle miniere in Agordino (celebre quello con il proprietario della miniera di Col in Val di San Lucano) e sentenziò in breve tempo la chiusura di buona parte dei 10 forni fusori della zona. La fortuna di Francesco rispetto a quella dei suoi predecessori fu sancita, oltre che dal gradimento della sua persona in ambiente politico, anche da un’importante contingenza storica: l’arrivo in valle della polvere da sparo, mezzo che permetteva di risparmiare i tempi biblici dello scavo a mano. In questo periodo, le Miniere di Val Imperina erano talmente fruttuose da saturare il 50% il fabbisogno di rame di Venezia e da diventando uno dei bacini minerari più importanti d’Europa.

Val ImperinaVal Imperina

Val Imperina

 Val Imperina

 DECLINO DEL CENTRO MINERARIO: L’OBLIO

Le miniere passarono nel XIX Secolo dalle mani della Famiglia Crotta, ormai lontana dall’epoca di Francesco, a quelle della Famiglia Manzoni, analogamente a quanto avvenne per la Villa Crotta – de Manzoni in centro ad Agordo. Il declino del Centro Minerario cominciò dalla fine del XVIII Secolo e si protrasse per tutto l’800; esso era principalmente dovuto al crepuscolo della Repubblica di Venezia ed al prezzo decisamente inferiore al quale si poteva acquistare il rame americano; vennero a mancare simultaneamente sia gli acquirenti che i mercati in cui vendere il rame della Valle Imperina. La produzione tuttavia continuò per buona parte del XX Secolo con l’acquisizione del complesso da parte della Montecatini (poi Montedison) e la produzione di acido solforico tramite l’estrazione e la lavorazione della pirite. L’industrializzazione e la modernizzazione del sito minerario richiese grossi investimenti e la costruzione di diverse centraline idroelettriche ed addirittura di una linea ferroviaria privata (la vecchia locomotiva è esposta sulla SR 203 all’altezza del parcheggio di accesso al Centro Minerario). A dare il colpo di grazia ad un settore già in crisi fu, oltre alle restrizioni della produzione italiana di materie prime dovute al Piano Marshall, la tremenda Alluvione del 1966 che sferzò l’Agordino e lo Zoldano distruggendo gli insediamenti mettallurgici situati in prossimità dei corsi d’acqua (oltre naturalmente ad un’infinità di edifici civili, strade, ponti, linee elettriche e telefoniche e a diverse vite umane); il Centro Minerario, abbandonato e semi distrutto dopo più di millequattrocento anni di sfruttamento, divenne negli istanti successivi all’alluvione una fonte di materiale da ricostruzione per la popolazione agordina, che si portò via quanto potè per resistere al difficile momento del post alluvione.

Miniere Val ImperinaValle Imperina

Val Imperina

 

 UNA RISORSA TURISTICA: LA RINASCITA

Solo in tempi recenti è stata riscoperta l’importanza storica, politica, culturale del Centro Minerario della Valle Imperina; acquistato nel 1989 dal Comune di Rivamonte Agordino, il sito minerario è stato oggetto negli ultimi decenni di massicci lavori di ristrutturazione che hanno restituito al pubblico numerosi ed imponenti edifici del complesso;  attualmente si è in attesa della parte finale del fondo che permetterà l’apertura al pubblico di alcune gallerie delle miniere, al momento non ancora possibile data la grande presenza d’acqua nei tunnel. Al giorno d’oggi, il Centro Minerario della Valle Imperina offre tuttavia una buona offerta turistica: è infatti attivo un nuovissimo ostello con servizio di ristorazione e servizi, il complesso dei Forni Fusori viene spesso aperto e visitabile anche con un efficente ed interessante servizio di guide turistiche ed è attivo il Centro Visitatori con un’esposizione riguardante, oltre la storia mineraria, anche il periodo successivo alla chiusura delle miniere. Il territorio è inoltre attraversato da splendidi sentieri storico-culturali che ricalcano quelli utilizzati dagli antichi lavoratori e le vie di trasporto del metallo ed inseriti nel contesto del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi.

Val Imperina

Val Imperina

Val Imperina

L’auspicio per il futuro è che l’opera di valorizzazione non si fermi qui, ma piuttosto che prosegua costantemente anche nei prossimi anni; non solo le gallerie, ma anche quanto fatto finora abbisogna costantemente di manutenzione e cura del territorio, e preservare il patrimonio costituito dal Centro Minerario di Val Imperina è un’obbligo morale per tutti gli Agordini.

Val Imperina

Centro Minerario Val ImperinaMiniere Val Imperina

 VALLE IMPERINA OGGI: COSA SI PUÒ VISITARE

 

Allo stato attuale dei lavori, presso il Centro Minerario di Val Imperina si possono visitare:

  • l’antico villaggio minerario a fondovalle: buona parte delle costruzioni originali del nucleo del Centro Minerario sono state riparate e messe in sicurezza negli ultimi decenni;
  • il complesso dei Forni Fusori: questo edificio molto interessante è visitabile durante gli orari di apertura anche con un eccellente servizio di guida turistica; il complesso dei forni fusori di Val Imperina è attrezzato inoltre con una sala audiovisivi, interessanti approfondimenti dedicati all’attività estrattiva ed alla produzione del carbone per alimentare i forni e una piccola rivendita di libri, DVD e materiale informativo sulle miniere di Valle Imperina;
  • il Centro Visitatori: collocato in fondo al sito minerario in direzione di Belluno, il Centro Visitatori offre una ricca esposizione dedicata alla vita in miniera, all’inquinamento prodotto dalla miniera, alla produzione del carbone; sono presenti inoltre parti dell’esposizione dedicate alle lavorazioni alternative alla miniera (ad esempio ai conthe e careghete) ed alle tradizioni locali (el Om Selvareck). Qui si possono acquistare inoltre libri, DVD, souvenir e materiale informativo sulle Miniere di Val Imperina e sul Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi;
  • alcuni edifici lungo il torrente Imperina: seguendo il sentiero che risale la Val Imperina si possono ammirare alcune costruzioni come il Pozzo Capitale, la ricostruzione di una Rosta di Torrefazione e l’imbocco ad alcuni tunnel minerari; molti altri edifici sono invece in attesa di recupero;
  • i Sentieri Tematici del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi: alla Valle Imperina è dedicato il sentiero tematico “La Montagna Dimenticata” che ripercorre le antiche vie utilizzate quotidianamente dai lavoratori della Conca Agordina diretti al lavoro al Centro Minerario; nel centro o nei dintorni del centro si snodano altri meravigliosi sentieri storici, adeguatamente segnalati.
  • il ristorante/ostello all’ingresso del centro minerario.

 

Val Imperina

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