Toffol - Mandriz - Piz del Corvo - Mondeval de Sora - Toffol | Sulle tracce di Cazzetta tra i colori dell'Autunno nelle Dolomiti | Selva Di Cadore | Agordino Dolomiti

Toffol – Mandriz – Piz del Corvo – Mondeval de Sora – Toffol

Sulle tracce di Vittorino Cazzetta tra i colori dell’Autunno nelle Dolomiti | Agordino Dolomiti

 

Una strepitosa giornata d’autunno ci ha accompagnati lo scorso weekend lungo un sentiero che avevamo in programma già da un pò, ma che per un motivo o per l’altro avevamo sempre dovuto posticipare. Si tratta di una splendida idea per una bella giornata di trekking in montagna che permette di toccare con un’unica escursione alcuni dei luoghi più rappresentativi legati alla vita ed alle scoperte di Vittorino Cazzetta (1947 – 1996), con partenza e ritorno nello splendido Comune dolomitico di Selva di Cadore. Approfittando di una giornata calda e limpida ci siamo quindi recati a Toffol, graziosa frazione storica del Comune di Selva di Cadore alla scoperta di tre dei luoghi legati alla figura di Cazzetta: il Sito Neolitico di Mandriz, il Piz del Corvo e la sepoltura mesolitica dell’Om de Mondeval sull’altopiano di Mondeval de Sora. Un bel giro “atletico” che farà la gioia sia degli amanti della storia (e Preistoria) delle Dolomiti Patrimonio Naturale dell’Umanità UNESCO, sia degli appassionati degli spettacolari, indimenticabili ed impareggiabili paesaggi dei Monti Pallidi. Chi desiderasse approfondire la storia di Cazzetta e la scoperta del l’Om de Mondeval può visitare la nostra sezione dedicata cliccando qui. Partiamo quindi senza ulteriori preamboli alla scoperta di alcuni dei luoghi più affascinanti e storicamente rilevanti delle Dolomiti UNESCO.

 

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Da Toffol saliamo seguendo le indicazioni per il Sito Neolitico di Mandriz lungo il sentiero CAI 465, la cui partenza è ben segnalata tra le abitazioni storiche del borghetto in prossimità del Torrente Laschiesuoi. Il borgo di Toffol è molto interessante ed oggetto di recenti lavori di valorizzazione turistica, ma ne parleremo meglio in coda all’itinerario.

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Troviamo il sentiero in condizioni ottime, sia per quanto riguarda i segnali che per quanto riguarda lo stato di mantenimento del percorso (si nota bene che la segnaletica è stata ripassata recentemente e che il sentiero è tenuto con molta cura). Nel caso ci siano dei dubbi sulla strada da seguire (essendo anche per noi la nostra prima volta abbiamo a volte titubato di fronte a qualche piccolo bivio), come sempre consigliamo di portare con sé una buona mappa (che infatti ci è tornata molto utile).

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Il sentiero si presenta già dalla partenza bello tosto, non per le difficoltà tecniche dell’itinerario quanto piuttosto per la marcata pendenza; sapevamo comunque che c’era un bel dislivello da affrontare ed incediamo perciò senza farci scoraggiare troppo dalla salita. Già poco dopo la partenza ci godiamo alcune splendide vedute dei monti Cernera, Mondeval e Piz del Corvo, del Pelmo, Civetta e della Marmolada; la Val Fiorentina è sempre garanzia di paesaggi da cartolina, e proprio per questo è una delle località più amate dai conoscitori della zona delle Dolomiti.

In poco meno di un’oretta approcciamo il sito neolitico di Mandriz: si tratta di un antico riparo utilizzato dai cacciatori che percorrevano questi luoghi nel periodo neolitico/eneolitico (4° – 3° Secolo A.C.) e scoperto da Vittorino Cazzetta, il quale scoprì in questo luogo un’antica anfora quasi intatta, assieme a molti altri oggetti. Il masso che fungeva da riparo si presenta molto più spoglio di quanto ci aspettassimo ma è corredato di un’ottima tabella che riassume le specifiche dei reperti rinvenuti in loco e la storia del recuro. Sicuramente è molto più interessante prendere parte ad una delle escursioni guidate al Sito di Mandriz organizzate dalla Pro Loco Val Fiorentina (e poter contare così su spiegazioni storiche e aneddoti di guide preparate) che salire appositamente per visitare il sito, tuttavia la succitata tabella ci dà molte utili informazioni ed i reperti sono visibili in esposizione presso il bellissimo Museo Civico della Val Fiorentina “Vittorino Cazzetta”, perciò rimaniamo comunque soddisfatti e riprendiamo l’ascesa verso la tappa successiva.

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Incediamo sempre nel bosco oltre il Sito neolitico di Mandriz alla volta del Piz del Corvo, prendendo la destra oltrepassato Ponte di Sassi in direzione di Casera Vallazza e Casera Mondeval de Sot; la fatica dell’ascesa è mitigata da splendidi panorami ricchi delle cime del 1° dei 9 sistemi ufficiali delle Dolomiti UNESCO (Pelmo – Croda da Lago), nonchè dagli accesissimi colori del bosco autunnale. Raggiunto  Uno spettacolo lunare per la gioia degli occhi e per il cuore.

Raggiungiamo dopo poco la croce del Piz del Corvo (2383 m) e ci gustiamo da questa montagna il panorama a 360° sul cuore delle Dolomiti UNESCO: la sottostante Val Fiorentina e la perpendicolare Val Pettorina che seguiamo con la vista fino ai piedi della Marmolada, la Regina delle Dolomiti, e il Sella alla sua destra; il Pelmo, il “trono di Dio”, che domina imponente tutta la Val Fiorentina, la Val di Zoldo e la parte bassa del Cadore; il Civetta e le Pale di San Martino; l’Antelao che spunta dalla Conca Ampezzana. Pranziamo sulla vetta del Piz del Corvo, godendoci un sole ottobrino stranamente rovente e parlando delle straordinarie e per molti aspetti geniali scoperte di Vittorino Cazzetta e della sua vita solitaria devota all’esplorazione delle sue montagne. La zona di Piz del Corvo è tristemente legata alla figura di Vittorino Cazzetta a causa dell’incidente che ne causò la prematura scomparsa nell’agosto 1996; ci fu chi parlò in quell’occasione, come per l’analogo caso di Ötzi, di una sorta di “maledizione” dell’Om de Mondeval, anche se queste sono solo fantasie.

Dopo pranzo torniamo brevemente sui nostri passi ed affrontiamo il tratto in salira del Sentiero CAI 465 che ci conduce nei pressi di Forcella Giau, sulla famosissima Alta Via delle Dolomiti 1 Braies – Belluno. Il panorama sui Lastoni di Formin che degradano verso Forcella Ambrizzola, con le Tofane, il Cernera, la Marmolada, Civetta e Pelmo e il morbido paesaggio lunare dell’Altopiano di Mondeval de Sora e del vicino Passo Giau è forse uno dei più belli che possono essere ammirati nelle Dolomiti. Un altro bel giro facile ma molto panoramico tra quelli che transitano di qui su questo tratto dell’Alta Via delle Dolomiti 1 è il giro della Croda da Lago, una bella esperienza adatta quasi a tutti i tipi di escursionista. Il piano di Mondeval de Sora è strano ed incantenvole ed è un vero spettacolo unico, un luogo che consigliamo di gustare di persona ad ogni amante delle Dolomiti Patrimonio Naturale dell’Umanità UNESCO, data anche la facile accessibilità dal Passo Giau (Colle Santa Lucia) e da Piera de l’Autà (Selva di Cadore).

 

Dopo una brevissima sosta al piccolo Lago delle Baste (una vera e propria celebrità su instagram), ci incamminiamo sui pascoli dell’altopiano alla volta della sepoltura mesolitica di Mondeval de Sora, probabilmente la scoperta più celebre di Vittorino Cazzetta (assieme alle orme di dinosauro sul Pelmetto).

Raggiungiamo in pochi minuti l’antico luogo di sepoltura dell’Om de Mondeval, un cacciatore-raccoglitore tumulato con il suo corredo in questo luogo circa 7500 anni fa e la cui salma è oggi degnamente ospitata nel bellissimo Museo Civico della Val Fiorentina “Vittorino Cazzetta”. Anche questa volta ci rammarichiamo un pò per la scarsa presentazione che viene fatta del masso che ospitava la sepoltura; in loco non sono presenti molte indicazioni e la sepoltura non è molto ben segnalata, ma questo probabilmente è frutto di una scelta precisa delle Amministrazioni che curano il bene. Siamo comunque sempre molto colpiti dal luogo scelto per la sepoltura, un luogo straordinariamente bello e suggestivo in cui riposare in pace; e non possiamo che provare una sincera ammirazione per Cazzetta che individuò il luogo solo osservando la presenza di manufatti nella terra smossa da una marmotta.

Giunti a questo punto, ci accingiamo a rientrare compiendo l’anello che rientra in Val Fiorentina; dalla sepoltura de l’Om de Mondeval seguiamo il sentiero di raccordo con il Sentiero CAI 466 (che raggiungiamo poco sotto). Il 466 incontra la strada asfaltata in località Piera de l’Autà, dove notiamo con interesse una recente installazione che illustra in 3 lingue la storia de l’Om de Mondeval e della sua scoperta, nonchè fornisce al lettore molte informazioni interessanti sul luogo e sul Patrimonio Dolomitico. Volendo si può arrivare in auto fino a qui, e salire fino a Mondeval con veramente poco sforzo. Rientriamo in pochissimo tempo al punto di partenza, contenti e soddisfatti per l’ennesima, splendida avventura nel cuore delle Dolomiti Patrimonio Naturale dell’Umanità UNESCO.

Qualche consiglio veloce in chiusura. Per un’esperienza completa, consigliamo assolutamente a tutti i nostri lettori una visita allo splendido Museo Civico della Val Fiorentina “Vittorino Cazzetta”. Questo interessante spazio museale, centro culturale di Selva di Cadore, si presenta come adatto a tutta la famiglia, ma non per questo banale o scontato; è aperto praticamente tutto l’anno ed ospita non solo le scoperte di Cazzetta ma tantissime altre opere e reperti antichi legati alla storia della Val Fiorentina e delle Dolomiti. Interessanti attività vengono organizzate nel corso dell’anno per bimbi e ragazzi e sono possibili aperture straordinarie per gruppi e scolaresche. Potete visitare la nostra sezione dedicata per avere maggiori informazioni sul Museo e sugli orari di apertura (clicca qui). Non rimarrete delusi, anzi!

 

Museo Civico della Val Fiorentina “Vittorino Cazzetta”

L’Andria e Toffol, le frazioni di Selva di Cadore dalle quali siamo partiti, ospitano tantissime abitazioni e fienili storici originali, oltre che essere circondati da un contesto paesaggistico bucolico ed affascinante. Queste vile di Selva di Cadore sono meta di interessanti visite guidate organizzate nei mesi estivi dall’attivissima Pro Loco Val Fiorentina (contatti sotto), l’Associazione degli Operatori Turistici della Val Fiorentina che cura, oltre all’accoglienza, anche gli aspetti legati alla valorizzazione storica e culturale di questi luoghi da sogno. A Toffol sono state inoltre recentemente recuperate anche alcuni opifici o parti degli stessi che un tempo popolavano questo tratto del Torrente Laschiesuoi. In particolare, è stato completamente recuperato e convertito in spazio museale dalla Regola di Selva il Molin dei Padre, uno splendido ed antico mulino ad acqua, grazie al quale gli ospiti della Val Fiorentina possono fare un vero tuffo nel passato quotidiano della vita degli abitanti delle Dolomiti Patrimonio Naturale dell’Umanità UNESCO.

 

Molin dei Padre

Un’altra splendida escursione per tutta la famiglia che il nostro team vuole raccomandare agli appassionati di storia ed archeologia è l’ascesa alla roccia con le 200 impronte di dinosauro in prossimità del Pelmetto (accessibile da Palafavera o dal Passo Staulanza). Un calco della stessa è comunque conservato presso il Museo Civico della Val Fiorentina “Vittorino Cazzetta”, cosicchè anche gli ospiti più pigri o impossibilitati a raggiungere il luogo possono ammirare questa interessante attrazione.

 

La roccia con le impronte di dinosauro al Pelmetto

 

Selva di Cadore è inoltre ricca di molti altri incredibili spunti storici: nelle vicinanze della Chiesa di San Lorenzo, altro tesoro artistico e architettonico della valle, si trova il tunnel medievale di Solator, un antico cunicolo che congiungeva due parti di un antico maniero, oggi non più esistente. Il tunnel medievale di Solator è aperto al pubblico in estate grazie alle visite guidate della Pro Loco Val Fiorentina. La frazione di Santa Fosca ospita invece l’affascinante chiesetta alpina di Santa Fosca, altro soggetto spesso immortalato sui social dagli ospiti della splendida Val Fiorentina. In località Casera Staulanza si tiene da anni uno scavo archeologico condotto dall’Università di Ferrara. Una bellissima manifestazione da non perdere è la Desmontegada di Selva di Cadore, la festa della transumanza della Val Fiorentina. Per qualsiasi ulteriore informazione, l’attivissima Pro Loco Val Fiorentina è sempre a disposizione dei tantissimi ospiti di questo angolo paradisiaco di Dolomiti; i contatti della Pro Loco Val Fiorentina sono riportati qui in calce.

 

 

Fidatevi del consiglio di chi nelle Dolomiti ci vive tutto l’anno: l’autunno è la stagione più bella per esplorare i Monti Pallidi! Speriamo che questo breve articolo vi sia piaciuto e vi aspettiamo nel Cuore delle Dolomiti per goderci insieme queste splendide giornate autunnali ai pidi dei Giganti! A presto per nuove avventure dal Cuore delle Dolomiti – Stay tuned!

 


Informazioni turistiche:

Pro Loco Val Fiorentina
Tel. +39 0437 720243
E-mail: info@valfiorentina.it

 

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2 commenti

  1. simonetta soppelsa

    Bravissimi,
    bellissimo;
    foto e testo emozionanti,
    sembra di essere realmente nel vivo dell’escursione;
    massimo coinvolgimemto nelle emozioni del percorso, sostenuto da parole e foto toccanti.
    Un caloroso applauso!

    • Ciao Simonetta,

      veramente troppo gentile, grazie mille!
      Siamo molto contenti che ti sia piaciuto!

      Grazie ancora e continua a seguirci!

      Il team di agordinodolomiti.it

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