Centro Minerario di Val Imperina: ai Cancelli di Partenza | Rivamonte Agordino | Agordino Dolomiti

Centro Minerario di Val Imperina: una nuova vita

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Cari amici, ci siamo! Dopo anni di malumori e pessimismo sul recupero e sulla gestione del sito, finalmente giungono nel Cuore delle Dolomiti i soldi pubblici necessari a portare a compimento il restauro e la valorizzazione in ottica turistica del Centro Minerario di Val Imperina. Si tratta di un traguardo storico sia per l’Agordino che per la Regione Veneto; una seconda tranche di fondi che finalmente va a sbloccare una drammatica situazione di stallo che si protraeva dall’acquisto del sito minerario da parte del Comune di Rivamonte Agordino ad oggi.

 

(Almeno) quindici gloriosi secoli di storia che finalmente potranno essere valorizzati adeguatamente per il bene della collettività e del turismo; insomma, un evento epocale che noi di agordinodolomiti.it non ci siamo lasciati sfuggire, e che anzi seguiamo con molta attenzione fino alla conclusione dei lavori. In questo piccolo articolo vi raccontiamo della nostra recente visita al Centro Minerario di Val Imperina per constatare lo stato delle opere di recupero dei tunnel minerari e la realizzazione delle opere complementari del sito, un aggiornamento sicuramente gradito per le tantissime persone che conoscono le potenzialità di questa risorsa e che hanno sempre spinto per la sua valorizzazione; una buona occasione per conoscere le Miniere della Val Imperina per chi invece ne sente parlare per la prima volta.

 

**DISCLAIMER**

A scanso di qualsivoglia polemica, ribadiamo che per realizzare le foto di questo articolo nessun membro del team di agordinodolomiti.it ha violato le zona interessate dai cantieri e giustamente interdette al personale non autorizzato; l’accesso alle diverse parti del sito e del cantiere che lo interessa è possibile in ogni punto da una fitta rete di vecchi sentieri boschivi e sentieri più importanti (tra cui La Montagna Dimenticata) anche senza oltrepassare i cancelli dei lavori.

 

Ed eccoci quindi al momento della verità; ad oltre un decennio dal completamento della prima parte dell’opera di recupero del Centro Minerario di Val Imperina (che ha permesso di ricostruire magnificamente ed utilizzare per fini turistici gli edifici del fondovalle del centro, come i Forni Fusori, l’Ostello ed il Centro Visitatori) sono iniziati quest’estate, grazie alla seconda tranche di finanziamenti europei, i lavori per il recupero e la valorizzazione in chiave turistica dei tunnel minerari dell’area, nonchè la costruzione di alcune infrastrutture complementari nella zona alta delle miniere. In sostanza, di attivare pienamente il Centro Minerario di Val Imperina, liberando tutto il suo potenziale turistico, che visti gli oltre 15 secoli di storia, è veramente notevole.

Si tratta del passo più importante ed atteso dal 1989, anno di acquisto del Centro Minerario di Val Imperina da parte del Comune di Rivamonte Agordino; si inizia finalmente a vedere la luce in fondo al tunnel ed ad intravvedere la possibilità di concretizare quanto finora fatto dalle associazioni (tra cui menzioniamo la Cooperativa Mazzarol), dai volontari e naturalmente dalle gestioni avvicendatesi. In una splendida e calda giornata di fine settembre abbiamo approfittato di una piccola deviazione durante una passeggiata in Conca Agordina per vedere a che punto sono i lavori turistici più importanti dell’anno nella parte meridionale dell’Agordino.

Non ci dilunghiamo molto in questo articolo sulla prestigiosa storia delle Miniere di Val Imperina (chi fosse interessato può approfondire visitando la nostra sezione ad esse dedicata cliccando qui); quello che ci preme in questa sede è invece unicamente constatare lo stato dei lavori migliorativi che da anni il Cuore delle Dolomiti sta attendendo con trepidazione. È superfluo dire che con questa opera l’Agordino e la Regione Veneto hanno molto da giocarsi, data la durata quasi trentennale dei lavori, l’impegno promesso e i fondi investiti; ne consegue naturalmente che grande sia l’interesse e l’attenzione in valle (e anche fuori naturalmente, visto che non mancano i visitatori interessati) per il restauro che si sta svolgendo in questi giorni.

La prima impressione che abbiamo avuto visitando Val Imperina a qualche mese dalla nostra ultima visita non è stata molto positiva, ad onor del vero: lo stato di generale soqquardo in cui versa anche la parte bassa del Centro Minerario, con terra mossa, reti da cantiere e materiale sparso qua e là, è comunque giustificabile visti i lavori in corso, anche se speriamo che abbia avuto poco impatto sulla fruizione delle strutture del centro che sono rimaste attive durante la stagione estiva. I lavori sono concentrati al momento sulla parte esterna dell’Ostello di Val Imperina e sull’itinerario che collega i Forni Fusori alla Galleria Magni lungo il Torrente Imperina, ciò significa, praticamente sulla maggior parte delle aree visitabili. Ciò non ha comunque impedito all’Ostello ed ai Forni Fusori di rimanere aperti ai turisti fino ad autunno inoltrato.

Comparando le immagini della nostra visita con quelle fatte l’anno scorso si vede bene come i lavori siano ingenti ed al contempo necessari; oltre alle cure riservate ai tunnel minerari (emblematica la foto qui sotto che mostra il prima ed il dopo della Galleria Santa Barbara) si nota subito come gli edifici pericolanti siano stati messi in sicurezza. Inoltre sono stati realizzati poco più a monte nuove infrastrutture e posati alcuni solidi ponti nuovi di zecca. Tutto questo movimento fa ben sperare, in quanto più volte abbiamo riportato (e non siamo certo stati gli unici) lo stato di apparente abbandono in cui iniziava a versare tutta questa parte del centro minerario.

La nostra speranza è ovviamente quella che alla nuova iniezione di fondi segua, quale naturale conseguenza, anche una rinnovata cura delle infrastrutture e dell’area in generale da parte dei gestori del centro, pubblici e privati, che in passato non si sono certo distinti per iniziativa: per non rimanere nel vago, ci riferiamo ad esempio al doveroso sfalcio dell’erba nelle vicinanze delle infrastrutture, all’abbellimento generale e miglioramento della visibilità dell’area – possibile con pochissimo investimento – alla manutenzione delle palizzate e dei segnali degli itinerari – nel centro transitano La Montagna Dimenticata e La Via degli Ospizi, due importanti sentieri tematici del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi – tutte piccole cose si, ma molto, molto importanti e soprattutto che fanno la differenza. Da quest’opera dipende il successo di una delle risorse storiche e culturali più importanti del Cuore delle Dolomiti, ne consegue che sia auspicabile anche da parte di chi materialmente si occupa del mantenimento decoroso dell’area un pò più impegno e dedizione di quanto è stato fatto in passato.

Alla data odierna constatiamo purtroppo come i lavori abbiano già sforato la data prevista di consegna, cosa che non ci sorprende più di tanto dato il tempo che a settembre non è stato certamente d’aiuto; speriamo che a breve si possa procedere con le ultime migliorie ed inaugurare la nuova stagione turistica a primavera nel migliore dei modi.

Quindi, un sacco di promettenti novità attendono tutti i visitatori per la prossima primavera; se siete appassionati di storia mineraria o in generale della storia delle Dolomiti Patrimonio Naturale dell’Umanità UNESCO, vi invitiamo a visitare questa interessantissima attrazione culturale appena dopo l’inverno; per evitare sorprese, vi invitiamo caldamente ad informarvi in anticipo sugli orari di apertura dei Forni Fusori e del Centro Visitatori contattando l’Ufficio Turistico di Agordo (contatti qui sotto). Signori tenetevi forte, tra poco si parte; essere all’altezza delle aspettative è imperativo.


Informazioni turistiche:

Ufficio Turistico di Agordo
Tel. 0437 62105
E-mail: ufficioturistico@agordo.net


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