Monte Celo | Tra Agordino e Valbelluna nel Cuore Selvaggio delle Dolomiti | Agordino Dolomiti

Monte Celo

Tra Agordino e Valbelluna nel cuore selvaggio delle Dolomiti

 

Come anticipato qualche settimana fa, abbiamo approfittato di un’estate stranamente scarsa di precipitazioni per dedicare un piccolo articolo anche al Monte Celo [Thèlo in dialetto agordino], imponente vetta del gruppo della Schiara collocata nel territorio del Comune di La Valle Agordina (classificazione SOIUSA: Sottogruppo della Schiara; classificazione della Fondazione Dolomiti UNESCO: Pale di San Martino, San Lucano, Vette Feltrine e Dolomiti Bellunesi); si tratta di un massiccio molto esteso ma dall’altezza relativamente modesta (“solo” 2082 metri), dal grande fascino naturale e paesaggistico, che chiude a sud la Conca Agordina alla sinistra idrografica del Cordevole. L’ascesa al Monte Celo è una delle escursioni della Conca Agordina più amate e frequentate anche dagli stessi abitanti del Cuore delle Dolomiti, un pò per la facilità di accesso (la vetta è raggiungibile senza grossi problemi direttamente dal villaggio di La Valle Agordina), un pò per la bellezza dell’itinerario in sè che offre un’ampia panoramica sulle vette dolomitiche della Provincia di Belluno e numerose testimonianze storiche delle due Guerre Mondiali nelle Dolomiti. L’aspetto collinare di questa montagna, quasi priva di zona di roccia viva (almeno sul versante della Conca Agordina) e completamente ricoperta di pino mugo, non deve trarre in inganno: la salita da La Valle Agordina va a coprire oltre 1000 metri di dislivello, caratterizzando quindi questa come un’escursione di tutto rispetto che richiede forza e predisposizione alla camminata in montagna e qualche ora di tempo. Comunque sia, se siete alla ricerca di una meta che vi porti in vetta senza grosse difficoltà (ovviamente si tratta comunque di un’escursione in montagna che richiede qualche accortezza), il Monte Celo sa regalare qualche ora di divertimento per una piacevole passeggiata circondati dallo spettacolo unico delle Dolomiti Patrimonio Naturale dell’Umanità UNESCO.

 

In una caldissima ed afosa giornata di inizo agosto partiamo quindi dalle aree sportive della località di Conaggia a La Valle Agordina alla volta della cima del Monte Celo. Da Conaggia seguiamo la comoda sterrata in direzione delle località di Folega e Foca; pur sviluppandosi su pratica e ampia carrabile asfaltata ed a tratti sterrata, già poco dopo la partenza la pendenza si fa molto marcata e richiede sicuramente un pò di buona volontà nell’affrontare i dislivelli tipici delle montagne della nostra zona. Al di là della fatica, non ci sono però particolari difficoltà che l’escursionista si trovi ad affrontare in questo tratto, e, coperti i circa 700 metri di dislivello che separano Conaggia dal suggestivo pianoro di Folega (chiare e precise indicazioni per raggiungere questa meta si trovano lungo la carrabile), siamo pronti per approcciare la vera e propria salita alla vetta.

 

A Folega, punto cardine dell’itinerario La Montagna Dimenticata di cui abbiamo già parlato in più occasioni (clicca qui), ci sono due possibilità per accedere alla vetta del Celo: la prima parte poco oltre il bivio di Forcella Pongol (segnalata molto bene sia da segnavia che da bollini lungo tutto l’itinerario), la seconda si stacca invece dal Sentiero CAI 541 sull’altro versante del rilievo. Ovviamente si può salire con la prima e scendere con la seconda (e viceversa), completando quindi un piccolo anello, o scegliere di ripetere la stessa strada sia per l’andata che per il ritorno; in maniera assolutamente casuale noi abbiamo scelto di utilizzare il sentiero di Forcella Pongol per la salita ed il rientro a Folega lungo in Sentiero CAI 541.

Per raggiungere Forcella Pongol attraversiamo tutto il pianoro di Folega superando anche il bel Bait di Folega con area picnic annessa e proseguiamo ancora per un centinaio di metri; dopo aver raggiunto e oltrepassato i segnavia di Forcella Pongol ci imbattiamo immediatamente nelle indicazioni per la vetta del Celo. Questa traccia, sempre ben segnalata, si sviluppa dapprima nel bosco e successivamente in ambiente decisamente alpino.

Usciti dal bosco si ha subito una bella visuale a sud sulle Dolomiti della sinistra idrografica del Torrente Cordevole; mano a mano che si sale, lo spettacolare Gruppo del San Sebastiano, Framont e Moiazza, il Pelmo e molte altre cime diventano i protagonisti del paesaggio. Ben visibili sono ancora le tracce dello spaventoso incendio che qualche anno fa ha distrutto la foresta sul versante meridionale del Celo, come avevamo osservato in occasione della seconda tappa del sentiero tematico La Montagna Dimenticata.

In circa tre quarti d’ora guadagniamo la cima del Monte Celo (2082 metri), dove sostiamo per il pranzo; ampia ed aerea la visuale sulla valle del Cordevole che degrada verso la pianura, circondata dalle tantissime cime delle Dolomiti Bellunesi tra cui spicca la Schiara; verso la Conca Agordina invece la visuale è coperta parzialmente dall’anticima, ma sono ben visibili i Monti del Sole, il Piz di Sagron e buona parte del gruppo dell’Agner (Pale di San Martino).

Dopo la sosta proseguiamo lungo la traccia che ci ha portato in vetta per completare il piccolo anello che ci riporterà a Folega; questa seconda parte è leggermente più alpinistica della precedente poichè presenta qualche passaggio più tecnico, sebbene la difficoltà di questa vetta rimanga sempre molto contenuta (stiamo parlando comunque sempre di un’escursione in montagna, perciò prudenza ed attezione sono i requisiti fondamentali). Splendida la veduta del Passo Duran chiuso tra le moli del Gruppo del San Sebastiano e della Moiazza che si gode scendendo verso il Sentiero CAI 541.

Scesi fino ad incrociare il Sentiero CAI 541 (lo stesso della seconda variante del sentiero tematico La Montagna Dimenticata – clicca qui), proseguiamo su quest’ultimo a destra per ritornare in pochissimo tempo allo splendido pianoro di Folega; da qui rientriamo poi al fondovalle con la stessa carrabile che ci ricongiunge alla frazione di Conaggia.

Per completare questa escursione abbiamo impiegato circa sei ore comprensive di pause e con andatura molto rilassata; l’ascesa al Monte Celo dal villaggio di La Valle Agordina, pur non presentando grosse difficoltà dal punto di vista tecnico (ad eccezione di alcuni tratti verso l’innesto con il 541) richiede comunque un buon livello di allenamento e predisposizione alla camminata in montagna, dato che da Conaggia alla vetta c’è un dislivello di circa 1200 metri. Il pianoro di Folega è un ottimo punto per sostare, data la presenza dei tavolini e del Bait de Folega, e per rifornirsi d’acqua alla fonatana presente in loco (che è in funzione ovviamente solo durante la bella stagione). Si consiglia ovviamente di indossare scarpe adatte all’ambiente alpino e di portare con sè vestiario adeguato ai repentini cambi di temperatura delle Dolomiti. L’itinerario è sempre ben segnalato e chiaro, ma consigliamo ovviamente tuttii gli ospiti delle Dolomiti interessati a questa bella passeggiata ad informarsi presso gli Uffici Turistici della Conca Agordina (contatti in calce) e di richiedere eventualmente il supporto di una Guida Alpina o di un Accompagnatore di media montagna. Per il resto la salita alla cima del Monte Celo è sicuramente una bella esperienza adatta alla maggior parte degli escursionisti; se, come dicevamo all’inizio, siete alla ricerca di una vetta delle Dolomiti UNESCO relativamente facile, questa meta fa sicuramente al caso vostro. Grazie a tutti i nostri affezionati lettori per averci seguito anche in questa avventura nei Monti Pallidi e speriamo di vedervi quest’estate (e quest’autunno, la stagione migliore per andare in montagna!) nel Cuore delle Dolomiti –  A presto, stay tuned!


Informazioni turistiche:

Pro Loco La Valle Agordina
Tel. 0437 63928
E-mail: prolocolavalleagordina@gmail.com

Ufficio Turistico di Agordo
Tel. 0437 62105
E-mail: ufficioturistico@agordo.net

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