Monte Tamer | In Vetta sui Giganti delle Dolomiti tra Agordino e Val di Zoldo | Agordino Dolomiti

Tamer Grande

In vetta sui Giganti delle Dolomiti tra Agordino e Val di Zoldo

Un’estate straordinariamente povera di precipitazioni e con temperature davvero da record ci fa compagnia quest’anno nell’esplorazione del Cuore delle Dolomiti, il nostro bellissimo Agordino; non potendo non approfittare di silimi condizioni favorevoli, ci siamo dedicati tra luglio ed agosto ad alcune delle vette più suggestive delle Dolomiti Patrimonio Naturale dell’Umanità UNESCO che fanno da sfondo alla bellissima Conca Agordina. In questo piccolo articolo vi portiamo alla scoperta del Tamer Grande, cima di maggior elevazione del gruppo del San Sebastiano (classificazione SOIUSA: Dolomiti Meridionali di Zoldo, Sottogruppo San Sebastiano-Tamer, classificazione della Fondazione Dolomiti UNESCO: Pale di San Martino, San Lucano, Vette Feltrine e Dolomiti Bellunesi), uno dei contesti dolomitici più affascinanti e suggestivi dell’intero Patrimonio Naturale dell’Umanità.

 

Partiti di buon’ora dalla località di Pian de Caleda (pratico punto di partenza già utilizzato in occasione della prima tappa del sentiero tematico La Montagna Dimenticata – clicca qui e del Col Menadar – clicca qui) nel comune di La Valle Agordina, ci incamminiamo sul sentiero CAI 543 (tratto basso-agordino della famosissima Alta Via delle Dolomiti 1) per discostarcene a pochi metri dalla partenza  seguendo la traccia del Sentiero CAI 524 all’ombra dell’imponente Sasso di Caleda. Già dalla partenza godiamo di una spettacolare visuale sulla prospiciente Moiazza e sul Passo Duran; il sentiero si fa però da subito decisamente impegnativo con alcuni passaggi che richiedono attenzione ed una certa pratica, portandoci quindi fin dalle prime fasi a sconsigliare questa escursione ad ospiti non allenati, famiglie con bimbi piccoli e anziani (ricordiamo che per questi ospiti è vivamente consigliato di rivolgersi ad un professionista della montagna quale una Guida Alpina qualificata se intenzionati ad esplorare questa zona; come sempre consigliamo scarpe ed abbigliamento consono all’ambiente, nonchè molta prudenza ed attenzione).

 

L’avvicinamento alle imponenti e maestose moli delle vette del Gruppo del San Sebastiano prosegue su questo sentiero impervio per circa un’ora; ogni fatica viene però ampiamente ripagata dallo spettacolare anfiteatro di Dolomia che ci si para dinanzi nei pressi del Van di Caleda.

Tutt’altro che a digiuno di escursioni nelle Dolomiti, non vi nascondiamo che questa zona ha saputo emozionarci come poche altre; il contesto paesaggistico è veramente di prim’ordine, spettacolare e meraviglioso come solo le Dolomiti UNESCO sanno essere; i riflessi dell’enrosadira hanno sicuramente contribuito a rendere la nostra prima visita in questo luogo ancora più suggestiva. Mentre incediamo alla volta di Forcella La Porta, risalendo il ghiaione sempre seguendo il sentiero 524, ci troviamo circondati da giganteschi monoliti rocciosi del Gruppo del San Sebastiano, in un ambiente selvaggio e pristino in cui i camosci sono i padroni incontrastati.

Sempre seguendo il Sentiero CAI 524 attraversiamo lo spettacolare Van de Caleda alla volta dei 2326 metri di Forcella La Porta; come in molte altre escursioni nelle Dolomiti, la traversata su ghiaione è uno dei passaggi più delicati della salita e vanno affrontati con grande attenzione e cautela. Superbe vedute su Sasso di Caleda, San Sebastiano, Tamer Davanti, Tamer Piccolo e Grande ci accompagnano in questo tratto di sentiero, finchè non ci troviamo davanti l’impressionante Forcella La Porta; la luce del mattino che filtra attraverso le imponenti pareti rocciose della forcella creano un effetto ancora più impressionante.

Raggiunta la forcella, ci riposiamo brevemente ammirando il paesaggio sia sul lato agordino che su quello zoldano prima di continuare la nostra ascesa lungo il Tamer Piccolo alla volta della cima del Tamer Grande. Impressionanti pareti rocciose ci circondano in ogni direzione, uno scenario veramente da cartolina che piacerà sicuramente a tutti gli amanti delle Dolomiti UNESCO. Come sempre, invitiamo quanti ne abbiano la possibilità a visitare questi luoghi affascinanti di persona, dal momento che i nostri pochi scatti non rendono certamente giustizia a questo vero e proprio paradiso dolomitico.

Segue uno strepitoso passaggio in cengia su strapiombo notevole, assolutamente da evitare se soffrite di vertigini; in basso ammiriamo il Van de Caleda appena attraversato e buona parte delle cime delle Dolomiti della Conca Agordina.

La parte che segue la cengia si fa più complicata mano a mano che ci avviciniamo alla vetta del Tamer Grande; la pendenza si fa sempre più accentuata, tanto che presto ci imbattiamo in alcuni passaggi marcatamente alpinistici che richiedono anche l’utilizzo delle mani. Come già detto, se non siete sicuri delle vostre possibilità e se volete godervi questa cima senza preoccupazioni eccessive la presenza di una Guida Alpina qualificata è la scelta migliore che possiate fare.

Superato l’ultimo tratto, eccoci infine sulla vetta più elevata del Gruppo del San Sebastiano, il Tamer Grande (2547 m s.l.m.); superfluo dire che la visuale è veramente ampia e panoramica sia sul versante agordino che su quello zoldano da questa cima e ripaga immediatamente di ogni fatica. Particolarmente suggestiva è la prospettiva laterale sul gruppo del Moschesin (sempre Gruppo del San Sebastiano), a cui dedicheremo presto un altro articolo. Non appena estratti i panini dagli zaini, una coppia di gracchi alpini si avvicina e ci fa compagnia per pranzo.

Per l’ascesa alla vetta del Tamer Grande abbiamo impiegato circa due ore, per complessive tre ore e mezza di escursione includendo il rientro; a livello paesaggistico sicuramente si tratta di una delle escursioni più belle di quest’anno per noi, e se siete alla ricerca di pure emozioni dolomitiche vi invitiamo a non perdervi questa spettacolare gita nel cuore roccioso delle Dolomiti Patrimonio Naturale dell’Umanità UNESCO. Si tratta comunque di un itinerario complesso che richiede buone doti alpinistiche, quindi invitiamo gli ospiti del cuore delle Dolomiti interessati a valutare molto bene le specifiche del giro (informandosi dapprima con guide e internet, poi chiedendo informazioni in loco ed eventualmente il supporto di una Guida Alpina). Ringraziamo per averci accompagnati su questo itinerario la mitica Luisa; in conclusione grazie anche a tutti i nostri lettori per l’affetto ed il supporto che riceviamo in maniera sempre più forte – Alla prossima!

 


Informazioni turistiche:

 

Pro Loco La Valle Agordina
Tel. 0437 63928
E-mail: prolocolavalleagordina@gmail.com

Ufficio Turistico di Agordo
Tel. 0437 62105
E-mail: ufficioturistico@agordo.net

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