Val d'Angheraz: Into The Wild | Agordo - Taibon Agordino | Agordino Cuore delle Dolomiti

Val d’Angheraz: Into The Wild

Escursione nel cuore selvaggio delle Pale di San Martino

Agordino Dolomiti

 

 

La primavera nel Cuore delle Dolomiti avanza, malgrado qualche improvviso sbalzo di temperatura che non manca di ricordarci che non ci troviamo ancora nel pieno della bella stagione; ciò nonostante, alcune giornate di aprile ci hanno sorpreso con temperature molto miti e sole splendente, ovvero le condizioni ideali per avventurarsi a piedi tra i grandiosi Monti Pallidi alla ricerca di nuovi luoghi ed inedite, incantevoli vedute sulle nostre meravigliose Dolomiti Patrimonio Naturale dell’Umanità UNESCO. In attesa dell’estate, quando la rete sentieristica in quota sarà pienamente accessibile, in questo mese di aprile climaticamente molto variabile ci siamo concentrati prevalentemente su alcuni itinerari di media montagna in zona Conca Agordina e su alcune attrazioni di interesse culturale presenti nella zona meridionale dell’Agordino, raccogliendo moltissimi spunti per i prossimi articoli da realizzare in estate. In una delle nostre giornate di esplorazione, un sabato pomeriggio per l’esattezza, alla ricerca di un’escursione in Conca Agordina che fosse al contempo semplice ma anche di grande impatto visivo, ci siamo ritrovati a percorrere ancora una volta la splendida Valle di San Lucano, stavolta in direzione della frazione di Col di Prà, punto di partenza per accedere alla Val d’Angheraz. Natura selvaggia ed incontaminata, silenzio disturbato solo saltuariamente dai suoni del bosco e le superbe, monolitiche pareti cangianti delle nostre montagne: questi gli ingredienti del nostro articolo di oggi su uno dei luoghi più particolari e suggestivi delle Dolomiti, la Val d’Angheraz.

 

Into the Wild. La Valle di San Lucano, accesso stradale alle Val d’Angheraz, è un luogo che offre al turista un’immagine pristina ed incontaminata delle Dolomiti Patrimonio Naturale dell’Umanità UNESCO, e pertanto meta molto amata dagli ospiti del Cuore delle Dolomiti; la Val d’Angheraz, stretta valle dolomitica che si sviluppa per alcuni chilometri nel cuore delle Pale di San Martino partendo dal fondo della Valle di San Lucano, è un luogo, se possibile, ancora più remoto e disabitato, un posto in cui è facile rimanere attoniti di fronte alla sbalorditiva bellezza ed imponenza delle Dolomiti. Circondati dalla maestosità delle Pale di San Martino, un contesto montano assolutamente strepitoso che chi ci è già stato conosce bene, partiamo dalla località di Col di Prà, ultimo abitato della Valle di San Lucano proveniendo da Taibon Agordino, risalendo la selvaggia Val d’Angheraz.

Partendo dal parcheggio sito in prossimità del bar e dell’area camper di Col di Prà, ci incamminiamo addentrandoci a sinistra tra le case del piccolo abitato ed intercettando immediatamente le indicazioni per la Ferrata dell’Orsa (Sentiero CAI 767); sempre seguendo la strada sterrata abbandoniamo dopo poco le ultime case di Col di Prà e cominciamo a risalire lungo la strada sterrata che si snoda sulla sinistra idrografica del Torrente Tegnas. Già in prossimità della prima briglia sul Tegnas la zona ci regala veduta esaltanti sul Monte Agner, il Gigante delle Dolomiti, e sulle prospicienti Pale di San Lucano, entrambe cime del Gruppo delle Pale di San Martino.

Già dalla partenza siamo tutti molto concordi sul fatto che questo luogo trasmetta un senso di selvaggio abbandono, di isolamento dal mondo; anche se ci troviamo a pochi passi dall’abitato di Col di Prà, il bosco si fa subito molto fitto ed incolto, e solo salutariamente si intravede un cartello, una pila di legna o un bollino segnavia in uno scenario dominato assolutamente dalla foresta. Pur seguendo una comoda strada sterrata con la quale è impossibile perdersi, l’aspetto particolare ed isolato rende questa valle veramente curiosa ed affascinante; e nei punti in cui la foresta si fa più rada, le vedute che abbiamo sulle cime delle Dolomiti accrescono ulteriormente la nostra curiosità per questo luogo strano e molto interessante.

Fino a non molti anni fa, la Val d’Angheraz veniva utilizzata dall’uomo per il pascolo estivo, come testimoniato dalla presenza delle due casere di Angheraz (bassa e alta); tuttavia gli interessi sulla zona riguardavano principalmente lo sfruttamento del legname della valle: con gli alberi delle foreste del Cuore delle Dolomiti si produceva infatti il carbone necessario alla fiorente attività mineraria agordina, colonna portante dell’economia locale per oltre un millennio. A beneficiare maggiormente del carbone prodotto con la legna della Val d’Angeraz fu sicuramente il vicino Centro Minerario di Val Imperina; se siete appassionati di storia mineraria o di storia delle Dolomiti, presso il succitato Centro Minerario di Val Imperina e più specificatamente nell’edificio dei Forni Fusori viene illustrata in maniera molto completa e dettagliata a tecnica utilizzata per la produzione del carbone di legna, ovvero sia il pojàt. Anche oggi che la foresta è ricresciuta molto rigogliosa, l’opera dell’uomo in questa valle è ancora visibile; lungo la strada sterrata ci imbattiamo in un cartello che ci guida con una piccola deviazione ad un’antica calchèra, un forno per la produzione della calce.

Poco oltre, la sterrata si interrompe ed il 767 prosegue diventanto un vero e proprio sentiero; il protagonista di questo secondo tratto di strada è ancora il bosco che abbraccia completamente il percorso, interrotto a tratti fortunatamente da qualche punto che lascia spaziare la vista.

Dopo una buona mezz’ora immersi nel bosco, finalmente gli alberi iniziano a farsi più radi ed a cedere il posto alla vegetazione d’alta montagna; ci stiamo avvicinando alle sorgenti del Tegnas ed allo spettacolare anfiteatro che chiude la parte superiore della Val d’Angheraz.

Sicuramente uno dei più bei anfiteatri di dolomia nei quali ci siamo imbattuti quest’anno. Rimaniamo affascinati ad ammirare per alcuni minuti le vette delle Pale di San Martino che ci abbracciano. Incredibile che con un’escursione così breve si possa trovarsi qui, al cospetto di questi colossi di dolomia. Come siamo soliti ripetere, le foto non rendono giustizia a questo spettacolo della natura che vi consigliamo senza esitazione di visitare di persona. Ci ripromettiamo di ritornare in Val d’Angheraz questa estate, magari per visitare la Ferrata dell’Orsa.

Anche se siamo sicuri che la maggioranza dei nostri lettori (sempre più numerosi peraltro!) non avessero mai sentita nominare la Val d’Angheraz prima d’ora, speriamo di essere riusciti con queste poche righe e qualche foto ad incuriosirvi ed a far nascere in voi il desiderio di visitare questo luogo unico ed affascinante. La Val d’Angheraz è sicuramente un luogo particolare, facilmente accessibile e molto suggestivo in cui potete trascorrere una giornata rilassante circondati dal grandioso contesto paesaggistico delle Dolomiti Patrimonio Naturale dell’Umanità UNESCO; silenzio e bellezza sono i punti forti di questa valle, un vero angolo di paradiso dolomitico nel quale riflettere, passeggiare e godersi in pace e tranquillità lo spettacolo meraviglioso dei Monti Pallidi. Tutte le informazioni sulla zona e su altre splendide passeggiate ed escursioni nel Cuore delle Dolomiti, l’Agordino, sono reperibili presso gli Uffici Turistici della zona (contatti in calce). In attesa di incontrarci sui sentieri del Cuore delle Dolomiti quest’estate, non ci resta che ringraziarvi ancora per lo straordinario sostegno e l’affetto che ci mostrate e salutarci in attesa del prossimo articolo – Un grazie mille a tutti dal Cuore delle Dolomiti!


 

Informazioni turistiche: 

Ufficio Turistico di Agordo
Tel. 0437 62105
E-mail: ufficioturistico@agordo.net

 


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2 commenti

  1. Era da un po’ che aspettavo qualcosa di nuovo e interessante. Grazie

    • Ciao Marisa,

      grazie a te per il meraviglioso supporto che ci dai! Effettivamente abbiamo rallentato un po’ ultimamente a causa di impegni vari, ma vedrai che per l’estate torneremo a regime! Grazie ancora!!

      Il team di agordinodolomiti.it

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