Strada da la Vena | L'Antica Via del Ferro del Fursil | Colle Santa Lucia - Livinallongo del Col di Lana | Escursioni in Agordino | Dolomiti UNESCO

Agordino Dolomiti

Alla scoperta della Strada da la Vena, l’antica via del Ferro dell’Agnello

 

Dopo un’estate di contrattempi e rimandi, finalmente siamo riusciti a visitare la Strada da la Vena, un’itinerario di altissimo interesse culturale fra i più importanti dell’Alto Agordino e delle Dolomiti Patrimonio Naturale dell’Umanità UNESCO; si tratta dell’antica Via del Ferro (una tra le più importanti rotte commerciali dedicate alla metallurgia in Agordino, luogo ricchissimo di storia mineraria) che collegava le Miniere del Fursil situate alla base del Monte Pore (Comune di Colle Santa Lucia) ai forni fusori collocati presso il Castello di Andraz – Schloss Buchenstein e sul valico di Valparola (Comune di Livinallongo del Col di Lana), nel territorio di quello che fu il Tirolo fino alla Grande Guerra. Itinerario essenziale nel quadro dell’attività mineraria tirolese nell’attuale Agordino, la Strada da la Vena fu testimone delle varie fasi dell’estrazione del ferro dalle Miniere del Fursil e delle numerose contese per il possesso delle stesse tra il Tirolo e la Repubblica di Venezia; dimenticata dopo la fine dello sfruttamento dei giacimenti del Monte Pore e riscoperta in tempi recenti, la Strada da la Vena è oggi una splendida escursione a disposizione di tutti gli ospiti delle Dolomiti Patrimonio Naturale dell’Umanità, un’esperienza chiave per comprendere una parte importante della storia di Col e Fodom che consigliamo assolutamente a tutti gli appassionati di storia e di cultura, ma anche a chi sia alla ricerca di una piacevole e facile escursione da fare in Alto Agordino.

La Strada da la Vena inizia dalle Miniere del Fusil, antiche cave di ferro composte da vari tunnel minerari dislocati alle pendici del Monte Pore, nel Comune di Colle Santa Lucia; i lavori per il recupero delle cave (quasi tutte inattive dal XVIII Secolo, se si escludono gli scavi effettuati dalla Breda dal 1938 al 1945) procedono velocemente ed il sito viene valorizzato molto bene dalla Pro Loco di Colle Santa Lucia e dall’Istitut Cultural Ladin Cesa de Jan, i quali organizzano durante la stagione estiva (e su prenotazione in altri periodi) molte interessanti attività didattiche dedicate alla scoperta delle Miniere del Fursil. Inoltre, in loco il giro della zona di estrazione è ben segnalato dai cartelli del Sentiero Storico delle Miniere del Fursil, quindi non è assolutamente difficile trovare le miniere anche in autonomia dalla piazza di Colle Santa Lucia.

 

Strada da la Vena | Colle Santa Lucia - Livimallongo del Col di Lana | Dolomiti UNESCO

La presenza delle Miniere del Fursil a Colle Santa Lucia è testimoniata per la prima volta dal decreto del 1177 con cui Federico I “Barbarossa” Hohenstaufen ne assegna lo sfruttamento al convento di Novacella; i secoli successivi sono invece ricchi di menzioni relative alle moltissime dispute per il controllo del mercato del Ferro del Fursil sia all’interno del Tirolo (tra Novacella e Bressanone) sia con gli stati esteri (moltissime le faide confinarie con la Regola di Caprile, sottoposta alla Serenissima Repubblica di Venezia); malgrado i soventi tentativi da parte di Venezia e di Novacella di ottenere il controllo sulle risorse minerarie di Colle Santa Lucia, sarà Bressanone a sfruttare continuativamente i giacimenti delle Miniere del Fursil, tant’è vero che il metallo tirolese qui estratto sarà conosciuto per secoli come “Ferro dell’Agnello” (dall’emblema del Principe Vescovo di Bressanone con cui veniva marcato). Il motivo di queste aspre contese erano le proprietà uniche del ferro estratto dalle cave del Monte Pore: si tratta di siderite mangansifera, un minerale di ferro particolarmente ricco di manganese che, una volta fuso, acquistava caratteristiche tipiche dell’acciaio, quali ad esempio la bassa ossidabilità e grande flessibilità e resistenza. Il ferro del Fursil era pertanto particolarmente indicato per la produzione di coltelli ed armi da taglio, e per questo richiestissimo in tutta Europa: sono state trovate spade alle corti delle antiche famiglie nobili spagnole ed inglesi del XVII e XVIII Secolo prodotte proprio con il ferro del Monte Pore proveniente dalle Dolomiti.

Possedere le Miniere del Fursil significava quindi mettere le mani su uno dei migliori metalli d’Europa e conseguentemente accedere alle ingenti ricchezze derivate dal commercio della siderite; malgrado le contese con il Tirolo, Venezia sarà uno dei principali acquirenti del ferro del Fursil.

 

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La Strada da la Vena si può intercettare facilmente anche proveniendo dalla piazza di Colle Santa Lucia, luogo in cui sorgeva la sede ammistrativa delle Miniere del Fursil presso Palazzo Chizzali-Bonfadini (Cesa de Jan): da qui è sufficiente risalire verso la frazione di Costa e quindi seguire il sentiero CAI 463 che si interseca poco più avanti con l’antica via del ferro di Colle Santa Lucia (la Strada da la Vena è segnata anche sulle mappe Tabacco). Se prendete questa strada, il tratto del 463 fino alla Strada da la Vena è l’unica salita di rilievo di tutto il tour, che è invece molto dolce ed adatto praticamente ad ogni escursionista.

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La Strada da la Vena è generalmente molto ben segnalata dagli appositi segnavia, e, laddove questi sono più radi, è comunque sempre piuttosto facile individuarne il percorso. La maggior parte del tracciato si estende attraverso i suggestivi boschi di larice e abete di Colle Santa Lucia e Livinallongo del Col di Lana, a quota pressocchè costante e generalmente senza grossi dislivelli: la Strada da la Vena si configura quindi come una splendida passeggiata anche per famiglie ed ospiti non particolarmente allenati.

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Il sentiero alterna tratti di bosco ad ampie vedute sullo splendido panorama dell’alta valle del Cordevole; spettacolare la vista su Laste, con i caratteristici monoliti ben in mostra all’ombra del Monte Migogn, sulla Val Pettorina sormontata dal Sasso Bianco e sulla Valle di Fodom dominata dalla mole del Massiccio del Sella con la meravigliosa frazione di Col di Larzonei in primo piano. Più avanti verso Col di Larzonei, se si osserva in direzione della Val Cordevole e del Civetta all’altezza di Digonera si vedono ad occhio nudo i resti in cemento di quella che doveva essere la gemella della diga del Vajont, ovvero la diga di Digonera, fortunatamente mai completata.

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Superata Larzonei, bellissima frazione di Livinallongo in posizione soleggiata e panormica, dopo un breve tratto di strada asfaltata torniamo sulla Strada da la Vena. Ancora bosco e segnavia sempre ben visibili; sorridiamo immaginandoci antichi trasportatori di ferro alla guida di una fila di muli carichi di siderite diretti alla volta del Castello di Andraz, e lentamente avvicinandoci alla meta, quando lo sguardo riesce a filtrare attraverso la fitta barriera vegetale ed incontra il profilo del Ciastel nella Valle di Andraz, fantastichiamo di scorgere l’imponente colonna di fumo che doveva alzarsi al tempo dal maniero quando il forno fusore era in funzione.

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Vicinissimi in linea d’aria al Castello di Andraz, attraversiamo la strada statale ed affrontiamo l’ultimo tratto che ci separa dal maniero tirolese della Valle di Fodom; il sentiero sbuca proprio davanti alla Malga Castello, e continuando a sinistra è possibile proseguire sulla Strada da la Vena fino al valico di Valparola, dove si trovava un secondo forno fusore. Noi però continuiamo a destra fino al Castello di Andraz che troviamo piacevolmente visitato da diversi turisti; all’interno del Museo del Castello di Andraz c’è in questi giorni la mostra dell’artista agordino Ottavio Rossi che rimarrà aperta fino al 25 Settembre 2016, un motivo in più per andare a visitare Schloss Buchenstein se per caso non ci siete ancora andati.

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Per il ritorno c’è la pratica fermata dell’autobus all’imbocco della frazione di Castello, consigliamo come sempre di consultare gli orari delle corse sul sito di Dolomiti Bus (clicca qui – la fermata è Andraz) e di acquistare il biglietto precedentemente presso gli Uffici Turistici o in tabaccheria. Tornati al punto di partenza a Colle Santa Lucia, assolutamente consigliata una visita alla splendida piazza, al palazzo Chizzali – Bonfadini (Cesa de Jan) ed alla bellissima chiesa.

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Se siete intenzionati a percorrere la Strada da la Vena nei mesi estivi, vi consigliamo di effettuare il tour delle Miniere del Fursil con la visita guidata organizzata dalla Pro Loco Colle Santa Lucia e dell’Istitut Cultural Ladin Cesa de Jan e relativo museo (contatti sotto), e visitare anche il Museo del Castello di Andraz una volta arrivati a destinazione (contatti sotto), per rendere completa l’esperienza sulle tracce dell’antica attività mineraria delle Dolomiti Patrimonio Naturale dell’Umanità UNESCO. Nel complesso l’itinerario fino al Castello di Andraz richiede 3-4 ore di camminata abbastanza leggera nel bosco, quindi decisamente una passeggiata consigliata praticamente a tutti (informazioni dettagliate ai recapiti della Pro Loco); a breve finiranno i lavori di sistemazione di un’altra galleria, non vediamo l’ora di poterla visitare! Approfittando dell’autunno, se scegliete la Strada da la Vena vi potrete gustare paesaggi veramente suggestivi ed i boschi delle Dolomiti vestiti dei caldi colori autunnali – Vi aspettiamo in Agordino, il Cuore delle Dolomiti!


Informazioni: 

Pro Loco Colle Santa Lucia | Tel. 0437 720007 | E-mail: info@collesantalucia.eu

Istitut Ladin Cultural Cesa De Jan | Tel. 0437 720609 | E-mail: info@istitutoladino.org

Museo del Castello di Andraz | Tel. 334 3346680 | E-mail: info@castellodiandraz.it


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4 commenti

  1. Bravi ragazzi!
    2 suggerimenti per i termini: miniere al posto di cave, sono due cose distinte; il forno è fusorio.
    Ciao 🙂

    • Grazie Manuel per i complimenti e per la segnalazione, provvederemo al più presto a correggere!

      Buona giornata
      Il team di agordinodolomiti.it

  2. bellissimi e utili indicazioni per le mie prossime passeggiate. Grazie

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